Article · Policy & Governance
AI Action Summit Paris 2025 — Macron e l'Approccio Europeo Pro-Business
Original source: Élysée · elysee.fr — AI Action Summit (febbraio 2025) — summary and rework in own words.
Cos'è: L'AI Action Summit di Parigi (10-11 febbraio 2025), co-presieduto dal presidente francese Emmanuel Macron e dal primo ministro indiano Narendra Modi, è il terzo grande vertice internazionale sull'AI dopo Bletchley 2023 e Seoul 2024. Ma rappresenta una rottura: il focus si sposta da "safety" ad "AI per il bene pubblico" e "accelerazione degli investimenti". USA e Regno Unito si rifiutano di firmare la dichiarazione finale. La frattura transatlantica sulla governance dell'AI diventa, per la prima volta, pubblica e dichiarata.
Il pivot rispetto a Bletchley e Seoul
Il primo summit di Bletchley nel novembre 2023 era stato un atto diplomatico costruito attorno a un'idea precisa: i sistemi AI di frontiera pongono rischi catastrofici e richiedono cooperazione internazionale. Seoul 2024 aveva confermato e ampliato l'approccio. A Parigi nel 2025 il quadro cambia. Il nome stesso lo dice: non più "AI Safety Summit" ma "AI Action Summit". L'azione, non la cautela, è la parola d'ordine.
L'agenda francese articola cinque pilastri: AI per il bene pubblico, futuro del lavoro, innovazione e cultura, AI affidabile, governance globale. La safety è ancora menzionata, ma è uno dei cinque temi e non più la cornice generale. La cornice generale è l'investimento, l'adozione, la competitività. Macron si presenta come campione di un'Europa che vuole costruire AI propria, non solo regolamentare quella altrui.
La dichiarazione: 61 paesi, ma senza USA e UK
La dichiarazione finale viene firmata da 61 paesi tra cui Francia, Cina, India, Germania, Italia, Brasile, Giappone e l'Unione Europea come blocco. È un numero alto — più del doppio di Bletchley. Ma due assenze pesano: gli Stati Uniti e il Regno Unito si rifiutano di sottoscrivere il documento. È la prima volta dall'inizio del processo che le due democrazie anglofone leader nel settore si chiamano fuori da una dichiarazione internazionale sull'AI.
Il rifiuto americano viene articolato direttamente dal vicepresidente JD Vance nel suo discorso a Parigi. Vance critica esplicitamente l'approccio europeo: troppo regolamentazione, troppa attenzione ai rischi ipotetici, non abbastanza spinta sull'innovazione. Il messaggio è netto: gli Stati Uniti dell'amministrazione Trump non sottoscriveranno documenti che incorporino il framing safety-first promosso dall'Europa. Il Regno Unito segue, in una posizione che molti commentatori interpretano come allineamento al nuovo asse atlantico-occidentale di Washington.
Gli investimenti annunciati
Macron presenta a Parigi una serie di annunci di investimento pensati per dimostrare che l'Europa può "fare" AI, non solo regolarla. La Francia annuncia investimenti pubblici e privati per circa 109 miliardi di euro in infrastrutture, data center e startup nei prossimi anni. L'Unione Europea, parallelamente, annuncia un piano "InvestAI" da circa 200 miliardi di euro che combina fondi pubblici e capitali privati mobilitati attraverso strumenti EIB.
I numeri sono ambiziosi e, come spesso accade in questi contesti, parzialmente costituiti da rietichettatura di impegni esistenti. Ma il segnale politico è chiaro: l'Europa vuole rispondere al divario competitivo con USA e Cina, non solo cercando di alzare standard normativi. Per la prima volta a un summit internazionale, i numeri di investimento europei stanno nella stessa categoria di grandezza di quelli annunciati dall'amministrazione Trump (il progetto Stargate da centinaia di miliardi).
Open Source AI Index e il ruolo di Hugging Face
Uno degli output concreti del summit è il lancio dell'Open Source AI Index, promosso da Hugging Face — la società franco-americana guidata da Clément Delangue — insieme al CNRS e ad altri partner accademici europei. L'indice mira a misurare in modo strutturato l'apertura dei modelli AI, oltre la dicotomia binaria open vs closed: trasparenza dei dati, riproducibilità del training, libertà di uso, accessibilità dei pesi.
L'iniziativa rafforza una narrativa europea specifica: l'open source come terza via competitiva tra il modello proprietario americano (OpenAI, Anthropic, Google) e quello cinese sotto controllo statale (Baidu, Alibaba). Hugging Face, con sede tra Parigi e New York, è il simbolo industriale di questa terza via, e Macron la promuove apertamente come parte del progetto strategico europeo.
La frattura con Washington — implicazioni
L'aspetto più rilevante del summit non è ciò che è stato firmato, ma chi non ha firmato. La frattura aperta tra Europa e amministrazione Trump sull'AI policy ha implicazioni concrete. Primo, indebolisce il processo di coordinamento internazionale lanciato a Bletchley: se gli USA escono dal framework multilaterale, il valore degli AI Safety Institute e dei meccanismi di cooperazione si riduce drasticamente. Secondo, accentua la competizione tra blocchi: USA-UK da una parte, EU dall'altra, Cina su un terzo asse, India come swing power in via di definizione. Terzo, mette le aziende AI globali in una posizione difficile: navigare framework regolatori contraddittori diventa la sfida di compliance principale.
Per l'Italia, firmataria della dichiarazione e parte del blocco UE che spinge l'AI Act, la posizione di Parigi è strategicamente allineata. Ma il governo italiano deve gestire allo stesso tempo la relazione transatlantica con un'amministrazione Trump che ha esplicitamente rotto con la linea europea. Le imprese italiane che vogliono operare su scala globale dovranno costruire compliance per due framework regolatori divergenti, almeno fino al prossimo summit previsto nel 2026 con co-presidenza ancora da definire.
Link alla fonte originale
elysee.fr — AI Action Summit (febbraio 2025) →
Pagina ufficiale dell'Eliseo con discorsi, dichiarazione finale e lista firmatari. EN/FR.