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Article · Economy & Society

Il Weekend che ha Quasi Distrutto OpenAI — Il Board Drama di Novembre 2023

Original source: OpenAI Blog — Leadership Transition (novembre 2023) — summary and rework in own words.

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Cos'è: Dal 17 al 21 novembre 2023, OpenAI ha attraversato la crisi di governance più drammatica nella storia dell'industria AI: il licenziamento improvviso del CEO Sam Altman, le dimissioni a catena del board, la lettera di 700 dipendenti che minacciavano di lasciare, l'offerta di Microsoft, e il reintegro finale di Altman. Quattro giorni che hanno rivelato le contraddizioni al cuore di una delle organizzazioni più influenti al mondo.

Timeline precisa: dal venerdì al martedì

Venerdì 17 novembre 2023, pomeriggio: Il board di OpenAI — composto da sei membri — convoca Sam Altman a una call improvvisa e lo licenzia. Il comunicato ufficiale afferma che Altman "non è stato consistentemente candido nelle sue comunicazioni con il board", una formulazione vaga che non cita violazioni etiche specifiche né errori operativi. Contestualmente, Greg Brockman — presidente e co-fondatore — viene rimosso dal board pur mantenendo il ruolo operativo. Brockman si dimette poche ore dopo.

Sabato 18 novembre: Mira Murati, CTO di OpenAI, viene nominata CEO ad interim. Nel frattempo emergono i primi retroscena: tre dei sei membri del board — Ilya Sutskever (co-fondatore e capo dello AI safety team), Adam D'Angelo (CEO di Quora) e Tasha McCauley (ricercatrice) — avrebbero votato per il licenziamento. Altman e Brockman iniziano a fare lobby per un rientro. Secondo fonti anonime citate da The Verge e dall'Atlantic, le ragioni reali del licenziamento riguardano preoccupazioni di Sutskever e di parte del board sulla velocità di commercializzazione di OpenAI e su presunti sviluppi interni che Altman non aveva comunicato in modo trasparente.

Domenica 19 novembre: Più di 700 dipendenti — su circa 770 totali — firmano una lettera aperta in cui minacciano di lasciare OpenAI se il board non si dimette e non reintegra Altman e Brockman. È un'insurrezione interna senza precedenti nell'industria tech. Nella stessa giornata, Microsoft — che aveva appena investito $13 miliardi in OpenAI — annuncia che assumerà Altman e Brockman per guidare un nuovo team AI interno, rendendo chiaro che la partita non è finita.

Lunedì 20 novembre: Ilya Sutskever firma la lettera dei dipendenti, di fatto segnalando al board che anche lui ha cambiato posizione. Su X (ex Twitter) scrive: "Mi dispiace profondamente per quello che ho fatto. Non avevo intenzione di danneggiare OpenAI. Amo tutto ciò che abbiamo costruito insieme e farò di tutto per rimettere insieme l'azienda". È la mossa che svuota il board di ogni legittimità residua.

Martedì 21 novembre: Sam Altman viene reintegrato come CEO. Il vecchio board si scioglie. Viene annunciato un nuovo board di transizione composto da Bret Taylor (ex co-CEO di Salesforce, ex chairman di Twitter), Larry Summers (ex Segretario al Tesoro USA) e Adam D'Angelo (unico membro del vecchio board che rimane).

Le teorie sulle cause: safety vs commerciale, o qualcosa di più?

Le settimane successive alla crisi hanno prodotto una proliferazione di teorie causali, alcune confermate da reporting giornalistico, altre rimaste nel dominio della speculazione.

La versione più accreditata è quella del conflitto strutturale tra la missione di sicurezza di OpenAI — formalmente una nonprofit che controlla la for-profit — e la traiettoria commerciale impressa da Altman. Il board, composto prevalentemente da persone con background nell'AI safety e nella filosofia del longtermismo, avrebbe temuto che la velocità di deployment di GPT-4 e la spinta a monetizzare con API e partnership aziendali stesse compromettendo l'approccio cauto allo sviluppo.

Una teoria secondaria, mai confermata ufficialmente, ipotizza che all'interno di OpenAI ci fossero stati sviluppi tecnici significativi — potenzialmente legati al progetto Q* (pronunciato "Q-star"), un sistema di ragionamento matematico — che Altman avrebbe presentato al board in modo incompleto o fuorviante. La fonte originale è Reuters, che ha citato una lettera interna al board. OpenAI non ha mai né confermato né smentito i dettagli.

Il nuovo board e i cambiamenti strutturali

Il nuovo board di OpenAI non assomiglia al precedente né per composizione né per filosofia. Larry Summers è un economista mainstream, strenuo difensore della globalizzazione finanziaria, lontanissimo dalla cultura AI safety del board precedente. Bret Taylor è un operatore tech di grande esperienza, ex Big Tech, orientato alla crescita e all'esecuzione. La loro presenza segnala che la filantropia longtermista e i filosofi dell'AI safety non hanno più il controllo del destino di OpenAI.

Strutturalmente, OpenAI ha anche avviato una transizione verso un modello capped-profit più esplicito, con l'intenzione dichiarata di convertirsi in una società for-profit a pieno titolo entro il 2025 — un processo completato di fatto con la conversione in PBC (Public Benefit Corporation) annunciata nel 2024. La nonprofit mantiene una quota azionaria, ma il meccanismo di governance che aveva teoricamente permesso al board di "licenziare" Altman in nome della missione di sicurezza è stato di fatto neutralizzato.

L'eredità: Ilya Sutskever fonda SSI e la frammentazione del movimento safety

Ilya Sutskever, uno dei ricercatori più influenti nella storia dell'AI profonda e co-inventore delle architetture transformer nelle loro prime varianti, ha lasciato OpenAI nel maggio 2024 — sei mesi dopo il drama del board. A giugno 2024 ha fondato Safe Superintelligence Inc. (SSI), insieme a Daniel Gross e Ilya Sutskever, con una proposta radicalmente diversa: un laboratorio AI con un unico obiettivo dichiarato (l'AI sicura), senza prodotti commerciali, senza distrazioni da roadmap di deployment, finanziato da investitori che accettano la logica di lungo periodo.

SSI ha raccolto $1 miliardo in seed round nel 2024, una cifra che testimonia quanto sia cambiato il mercato del capitale di rischio per l'AI. La fondazione di SSI può essere letta come la continuazione, in forma autonoma, di ciò che Sutskever aveva cercato — e fallito — di difendere dall'interno di OpenAI.

La lezione di governance: le contraddizioni delle AI company a scopo misto

Il "board drama" del novembre 2023 è diventato un caso di studio sulla governance delle organizzazioni ibride — né puramente commerciali né puramente no-profit — che operano in settori ad alto impatto e ad alta incertezza. Il modello originale di OpenAI era stato progettato per garantire che la missione di sicurezza potesse prevalere sugli interessi commerciali: il board aveva il potere di licenziare il CEO esattamente per questo motivo.

Quello che la crisi ha dimostrato è che questo meccanismo era teoricamente corretto ma praticamente fragile: funziona solo se il board ha la massa critica di consenso interno e la capacità di reggere la pressione esterna. Quando 700 dipendenti su 770 firmano una lettera di dimissioni collettiva e il principale investitore offre lavoro a tutto il management licenziato, nessun board — indipendentemente dalle sue prerogative formali — può reggere.

La lezione non è che la governance di sicurezza sia impossibile nelle AI company, ma che il design istituzionale conta enormemente: strutture che sembrano robuste su carta possono essere fragili di fronte a incentivi economici sufficientemente potenti. È una lezione che vale per OpenAI, ma anche per qualsiasi futura istituzione che voglia governare lo sviluppo di sistemi AI ad alto rischio.


Link alla fonte originale

OpenAI Blog — Leadership Transition →

Il comunicato ufficiale di OpenAI del 21 novembre 2023 sul reintegro di Sam Altman. Per una ricostruzione giornalistica dettagliata dei quattro giorni di crisi, si vedano i reportage di The Verge, The Atlantic e Reuters pubblicati tra novembre 2023 e gennaio 2024.