Quattro mesi dopo ChatGPT, Google apre Bard in lista d'attesa per Stati Uniti e Regno Unito. È il primo chatbot conversazionale di Google rivolto al grande pubblico, basato su una versione leggera di LaMDA (il modello che gira sui server Google da anni).
La reazione è tiepida. Bard è più cauto, dà spesso risposte generiche, non sa fare bene matematica e coding come ChatGPT, e a volte sbaglia su fatti elementari. Durante la demo iniziale di febbraio aveva già fatto una gaffe pubblica sul telescopio James Webb, costando a Google $100B di capitalizzazione in un giorno.
Però è il segnale che Google si muove. Da qui in avanti la "AI race" diventa ufficiale: ogni big tech deve avere un suo chatbot. Bard verrà poi rinominato Gemini a febbraio 2024.
Aziende
Tool
Bard
Tag
Fonti