Scadenza GPAI AI Act UE: OpenAI, Google, Anthropic e Meta pubblicano i report di trasparenza
In una frase Il 11 giugno 2026 scatta la prima vera scadenza di compliance per i modelli GPAI sotto l'AI Act UE: i grandi provider devono registrarsi nel database europeo e pubblicare report di trasparenza. Le multe possono arrivare al 3% del fatturato globale.
Immagina che l'Unione Europea abbia deciso di mettere un patentino obbligatorio a tutte le intelligenze artificiali più potenti, quelle che sanno fare un po' di tutto: scrivere, ragionare, generare immagini, rispondere a domande complesse. Questi modelli si chiamano GPAI, ovvero "modelli di IA per uso generale".
Da oggi, 11 giugno 2026, chi produce questi modelli — come OpenAI con ChatGPT, Google con Gemini, Anthropic con Claude e Meta con Llama — deve fare tre cose precise: registrarsi in un database ufficiale europeo, pubblicare un documento che spieghi come funziona il modello e quali rischi comporta, e dimostrare di aver adottato misure di sicurezza adeguate.
Pensa a quando compri un elettrodomestico: c'è sempre una targhetta con la potenza, le istruzioni, le avvertenze. L'AI Act vuole fare la stessa cosa con i modelli AI. Solo che invece della potenza in watt, si parla di quanti dati sono stati usati per addestrarlo, se ci sono contenuti protetti da copyright, e quali possono essere gli usi rischiosi.
Cosa cambia per noi? Se usi strumenti AI in azienda, il tuo fornitore deve ora dimostrarti, su richiesta, che il suo modello è conforme. Le aziende che non rispettano le regole rischiano multe fino al 3% del loro fatturato mondiale — per OpenAI o Google si parla di miliardi di euro. Questo è il primo momento in cui la legge viene davvero applicata, non è più solo teoria.
Aziende
OpenAI, Google, Anthropic, Meta
Tool
EU AI Act
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