Google lancia Gemini 3.6 Flash con computer use integrato e anticipa Gemini 4
In una frase Google rilascia Gemini 3.6 Flash (1,50/7,50 dollari per milione di token, computer use nativo, 17% più efficiente nei token) insieme a 3.5 Flash-Lite, mentre il flagship Gemini 3.5 Pro slitta di alcuni mesi per prestazioni sotto le attese interne.
Mentre tutti guardano ai modelli giganti, Google gioca la carta opposta: modelli piccoli, veloci ed economici, pensati per essere usati milioni di volte al giorno dentro applicazioni e agenti automatici. Il 21 luglio ha lanciato Gemini 3.6 Flash, l'aggiornamento della sua linea di lavoro quotidiano.
La novità più interessante è il computer use integrato: il modello sa usare direttamente un computer — cliccare, digitare, navigare tra le finestre — senza componenti aggiuntivi. È la funzione che serve agli agenti che compilano moduli, fanno acquisti o gestiscono pratiche web al posto nostro. In più, il modello produce risposte più asciutte: circa il 17% di token in meno per fare lo stesso lavoro, che per chi paga a consumo significa bollette più leggere.
Accanto a Flash arriva anche 3.5 Flash-Lite, ancora più economico, per i compiti semplici in grande volume. Il quadro però ha un'ombra: il modello di punta Gemini 3.5 Pro è stato rinviato di alcuni mesi perché nei test interni non raggiungeva gli obiettivi su coding e ragionamento a lungo termine. Google intanto anticipa che la generazione Gemini 4 è in arrivo.
La strategia è chiara: presidiare la fascia dove si giocano i volumi veri — gli agenti aziendali che lavorano in continuo — mentre la corsa ai modelli massimi rallenta e si fa più costosa per tutti.
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Google, Google DeepMind
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Gemini 3.6 Flash, Gemini 3.5 Flash-Lite
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