AI Act UE: dal 2 agosto scattano trasparenza e sanzioni, ma l'alto rischio slitta al 2027-2028
In una frase Il 2 agosto 2026 diventano applicabili gli obblighi di trasparenza dell'articolo 50 dell'AI Act (dichiarare i chatbot, marcare i contenuti sintetici, segnalare i deepfake) insieme al regime sanzionatorio completo. Il Digital Omnibus ha però rinviato gli obblighi per i sistemi ad alto rischio: Annex III al 2 dicembre 2027, Annex I al 2 agosto 2028.
Il 2 agosto 2026 era da anni segnato in rosso sui calendari di chi si occupa di intelligenza artificiale in Europa: la data in cui l'AI Act, la legge europea sull'IA, doveva diventare pienamente operativa. Alla fine è andata diversamente: una parte importante delle regole è davvero entrata in vigore, ma il pezzo più pesante è stato rinviato all'ultimo momento.
Cosa vale da oggi? Soprattutto la trasparenza. Se un'azienda mette a disposizione un chatbot, deve dire chiaramente alle persone che stanno parlando con una macchina. I contenuti generati dall'IA (testi, immagini, audio, video) devono essere marcati in un formato che i software possano riconoscere automaticamente, un po' come una filigrana digitale. Chi usa l'IA per creare deepfake deve dichiararlo, e chi impiega sistemi di riconoscimento delle emozioni o di categorizzazione biometrica deve informare le persone coinvolte. Diventa inoltre pienamente applicabile il regime delle sanzioni, che per le pratiche vietate può arrivare a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale.
Cosa invece slitta? Le regole più onerose, quelle sui cosiddetti sistemi ad alto rischio (per esempio IA usata in ambito assunzioni, credito, istruzione o dispositivi medici), sono state posticipate dal pacchetto Digital Omnibus concordato in primavera: i sistemi autonomi dell'Annex III se ne riparlerà a dicembre 2027, quelli integrati in prodotti regolamentati (Annex I) addirittura ad agosto 2028.
Per l'utente comune il cambiamento più visibile sarà la comparsa di etichette e avvisi: sempre più spesso vedremo indicazioni esplicite che un contenuto è stato generato dall'IA o che stiamo chattando con un bot. Per le aziende europee, invece, il 2 agosto segna l'inizio dell'era in cui la trasparenza sull'IA non è più una buona pratica volontaria ma un obbligo legale sanzionabile.
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