Meta entra nel coding agentico: Muse Spark 1.2 e l'agente da terminale Muse Code
In una frase Il 5 agosto Meta rilascia Muse Spark 1.2 (82,9% su Terminal-Bench 2.1, contesto da 1M token) e Muse Code, agente di coding da terminale in beta con subagenti asincroni persistenti. Novità il tier contributor: input a $0,10 per milione di token in cambio del permesso di addestrare i modelli futuri sui propri dati.
Meta è entrata ufficialmente nella competizione degli assistenti di programmazione a riga di comando, il territorio di Claude Code e Codex CLI. Il 5 agosto Mark Zuckerberg ha annunciato Muse Code, un agente che si lancia dal terminale, riceve istruzioni in linguaggio naturale e scrive o modifica codice direttamente nel progetto, insieme alla nuova versione del modello che lo alimenta, Muse Spark 1.2.
L'idea di fondo è la stessa dei concorrenti: si descrive il compito ("aggiungi i test a questo modulo", "sistema il bug della cache") e l'agente pianifica le modifiche, le esegue e verifica i risultati. La differenza che Meta rivendica è la gestione del lavoro in parallelo: Muse Code può coordinare più subagenti persistenti che continuano a lavorare in background sullo stesso compito, e ogni loro azione finisce in un registro consultabile e riproducibile, utile quando si vuole capire a posteriori cosa ha fatto l'agente e perché.
La mossa più discussa però riguarda i prezzi. Oltre al listino standard, Meta introduce un tier "contributor" che costa una frazione (fino a 21 volte meno sull'output): in cambio, si concede a Meta il permesso di usare i propri prompt e il codice generato per addestrare i modelli futuri. È un baratto esplicito dati-per-sconto che ogni team dovrà valutare: per progetti hobbistici può essere un affare, per codice aziendale riservato è un no quasi automatico.
Per chi programma, l'ingresso di Meta significa soprattutto più concorrenza su prezzi e funzioni in una categoria che nel 2026 è diventata lo strumento quotidiano di milioni di sviluppatori.
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Muse Spark 1.2, Muse Code
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