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SearchGPT e ChatGPT Search — OpenAI Sfida Google nel Cuore del suo Business

Fonte originale: OpenAI — openai.com/index/searchgpt-prototype — sintesi e rielaborazione in parole proprie.

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Cos'è: SearchGPT è il prototipo di motore di ricerca conversazionale che OpenAI annuncia il 25 luglio 2024 e apre a una waitlist di 10.000 utenti. Il 31 ottobre 2024 la funzione viene assorbita dentro ChatGPT come "ChatGPT Search" e attivata di default per tutti gli abbonati Plus, Team ed Enterprise; nel dicembre 2024 viene estesa al piano free. È costruito su una versione fine-tuned di GPT-4o, integra l'indice di Bing, ed è alimentato da accordi di licenza con News Corp, The Atlantic, Vox Media, Axel Springer, Financial Times, Time, Le Monde e altre testate. Le risposte hanno citazioni inline cliccabili, simili a Perplexity. È la prima incursione di OpenAI dentro la categoria di prodotto che rappresenta il 57% dei ricavi di Alphabet.

Il prototipo di luglio 2024 e la genesi del prodotto

L'annuncio del 25 luglio 2024 è asciutto: OpenAI rivela "SearchGPT", lo presenta come "prototipo temporaneo" pensato per raccogliere feedback, e apre una waitlist limitata a 10.000 utenti. L'interfaccia mostrata nel demo è quella che diventerà standard: una casella di ricerca centrale, una risposta narrativa generata dal modello, e una colonna laterale con tre o quattro fonti citate inline come link numerati. Nessuna pubblicità, nessun "10 link blu".

OpenAI lavora a questa funzione almeno dal 2023. Sam Altman ne aveva parlato indirettamente in diverse interviste, e a febbraio 2024 The Information aveva rivelato che l'azienda stava costruendo un prodotto di ricerca, raccogliendo dati da Bing tramite accordo con Microsoft. La scelta di lanciare un prototipo dedicato — invece di integrare direttamente la funzione in ChatGPT — serve probabilmente a misurare l'intento d'uso senza disturbare il prodotto principale e a negoziare partnership editoriali senza chiamarle "training data".

Le partnership: dal contenzioso alla licenza

Il punto di forza strategico, più che tecnico, di ChatGPT Search è la rete di accordi con gli editori. Tra maggio e ottobre 2024 OpenAI firma con: News Corp (Wall Street Journal, New York Post, Times of London — accordo da circa 250 milioni di dollari in cinque anni secondo le indiscrezioni), Axel Springer (Politico, Business Insider, Bild), Financial Times, The Atlantic, Vox Media, Hearst, Condé Nast, Time, Le Monde, Prisa Media, Dotdash Meredith, Reddit, Stack Overflow.

Il pattern è diverso dalla disputa parallela con il New York Times, che a dicembre 2023 ha denunciato OpenAI per copyright infringement — causa ancora pendente. Con gli editori partner OpenAI ottiene tre cose: contenuti per il training, accesso a feed real-time per la ricerca, e copertura legale per usare quei contenuti nelle risposte di ChatGPT Search. In cambio gli editori ricevono pagamenti diretti, traffico referral con citazioni cliccabili, e — quasi più importante — un seggio al tavolo del prodotto che teme di disintermediarli.

Cosa cambia per il SEO e per Google

Il modello di ricerca tradizionale è organizzato attorno al click. Google mostra dieci link, l'utente clicca, l'editore monetizza con pubblicità o paywall. Su questo modello si è costruita un'industria SEO da decine di miliardi di dollari e il 57% dei ricavi di Alphabet (157 miliardi su 276 nel 2023). Una risposta generativa con citazioni inline cambia l'equazione: l'utente legge la risposta, e nella maggioranza dei casi non clicca su nessuna fonte. Le prime misurazioni indipendenti di Similarweb e Datos nel primo trimestre 2025 mostrano un calo del click-through rate verso le fonti citate da AI-powered search compreso tra il 30% e il 60% rispetto al referral medio di Google.

La risposta di Google è AI Overviews, lanciato il 14 maggio 2024 al Google I/O — due mesi prima di SearchGPT. Tecnicamente Google muove per prima, ma il suo problema è strutturale: ogni risposta AI che soddisfa l'utente è una query che non genera click pubblicitari. La quota di mercato di Google nel desktop search è scesa sotto il 90% a ottobre 2024 per la prima volta dal 2015 secondo StatCounter. Bing, alimentato dalle stesse decisioni di OpenAI, è salito al 4%. Il margine è ancora enorme, ma la direzione del trend ha smesso di essere monodirezionale.

Il caso Apple Intelligence e l'effetto distribuzione

Nel giugno 2024, alla WWDC, Apple annuncia Apple Intelligence e la partnership con OpenAI per delegare a ChatGPT le richieste complesse a cui Siri non sa rispondere. La funzione, attiva da iOS 18.2 (dicembre 2024), include la possibilità di inoltrare ricerche dirette a ChatGPT con un'opzione di consenso esplicito. Tradotto: ogni utente iPhone con Apple Intelligence può ora fare una ricerca su ChatGPT senza nemmeno aprire l'app, semplicemente parlando a Siri o digitando in Spotlight.

Il deal è gratuito — Apple non paga OpenAI, OpenAI non paga Apple — ma porta a ChatGPT Search un canale di distribuzione che Google ha pagato 20 miliardi di dollari l'anno per quasi un decennio (il default search deal con Safari, oggetto del processo antitrust di settembre 2024). Per la prima volta dal 2003, l'iPhone non instrada automaticamente ogni query verso Google. È il cambio di distribuzione più significativo della storia recente della ricerca, e arriva esattamente nel momento in cui OpenAI ha un prodotto da mettere su quel canale.


Link alla fonte originale

OpenAI — SearchGPT Prototype announcement →

SearchGPT è stato annunciato il 25 luglio 2024 come prototipo limitato a 10.000 utenti waitlist. Il 31 ottobre 2024 OpenAI ha lanciato "ChatGPT Search", integrando la funzione dentro ChatGPT per tutti gli utenti Plus/Team/Enterprise. Il 16 dicembre 2024 la ricerca è stata estesa al piano free. La partnership Apple Intelligence che instrada query a ChatGPT è attiva da iOS 18.2 (11 dicembre 2024). Le partnership editoriali principali sono state firmate tra maggio e ottobre 2024; News Corp resta l'accordo economicamente più rilevante reso pubblico (circa 250 milioni di dollari su cinque anni secondo WSJ).