Articolo · Politica & Governance
Trump AI Executive Order 2025 — La Revoca dell'Ordine Biden e il Nuovo Approccio USA
Fonte originale: WhiteHouse.gov — Removing Barriers to American Leadership in Artificial Intelligence — sintesi e rielaborazione in parole proprie.
Cos'è: Il 23 gennaio 2025, tre giorni dopo l'inaugurazione del suo secondo mandato, Donald Trump ha firmato l'Executive Order 14148 intitolato "Removing Barriers to American Leadership in Artificial Intelligence". L'atto revoca formalmente l'EO 14110 di Biden del 30 ottobre 2023 e ordina la stesura di un "AI Action Plan" entro 180 giorni, guidato dal vicepresidente J.D. Vance. Segna un cambio paradigmatico nel modo in cui gli Stati Uniti pensano la governance dell'AI: dal "safety first" all'esplicita priorità della leadership tecnologica.
Il contesto: due visioni opposte in 15 mesi
L'EO Biden del 2023 era stato celebrato come il più articolato atto normativo mai emesso su una singola tecnologia: oltre 110 pagine, coinvolgendo praticamente ogni agenzia federale, con disposizioni che spaziavano dalla sicurezza nazionale alla discriminazione algoritmica passando per il watermarking dei contenuti generati. La sua filosofia di base: l'AI è un fenomeno trasformativo che richiede attenzione preventiva ai rischi, anche a costo di rallentare lo sviluppo commerciale.
L'EO Trump del 2025 capovolge la prospettiva. Il titolo stesso — "Removing Barriers" — segnala l'intento: le precauzioni di Biden sono "barriere" all'innovazione americana, da rimuovere. Il preambolo afferma che il futuro economico e di sicurezza nazionale degli Stati Uniti dipende dal mantenere la leadership AI, e che ogni regolazione che frena lo sviluppo nazionale equivale a cedere terreno a competitor stranieri — leggi: Cina.
Cosa elimina: il safety reporting per i grandi modelli
La disposizione più tecnicamente significativa che viene rimossa è l'obbligo di notificare al governo federale l'addestramento di modelli che superano la soglia di 1026 FLOP. L'EO Biden, basato sul Defense Production Act del 1950, richiedeva alle aziende di comunicare in anticipo dimensioni, capacità e risultati di valutazioni di safety per i loro modelli più potenti. L'EO Trump revoca questa disposizione: le aziende non devono più informare il governo prima del lancio.
Per OpenAI, Anthropic, Google, Meta, xAI questo elimina un onere amministrativo significativo. Per il governo significa perdere visibilità su cosa succede ai laboratori frontier — visibilità che il NIST AI Safety Institute aveva appena cominciato a utilizzare per costruire le proprie capacità valutative. Non è chiaro se il NIST AISI verrà mantenuto, ristrutturato o ridimensionato: l'EO non lo abolisce esplicitamente ma toglie la base legale per molte delle sue attività di coordinamento con l'industria.
L'AI Action Plan a 180 giorni
L'EO ordina all'amministrazione di sviluppare entro 180 giorni un "AI Action Plan" che articolerà la politica AI degli Stati Uniti per il secondo mandato Trump. Il vicepresidente J.D. Vance è designato come responsabile del coordinamento — una scelta significativa, considerando il suo background da venture capitalist e i suoi legami con figure dell'industria tech come Peter Thiel e Marc Andreessen.
Le linee guida del piano, anticipate nell'EO, indicano alcune priorità: accelerare l'adozione AI nei settori critici (energia, manifattura, difesa); espandere l'infrastruttura computazionale americana (data center, energia per AI, fabbriche di chip); ridurre le regolazioni che frenano startup AI; mantenere o espandere le restrizioni all'export di chip e modelli verso la Cina; espandere l'uso AI dentro il governo federale stesso.
Il piano è atteso nel luglio 2025 ma i contorni sono già visibili: priorità di velocità e scala, non di precauzione e supervisione.
Continuità: gli export controls verso la Cina
Un aspetto in cui l'amministrazione Trump mostra continuità con quella Biden è il rapporto con la Cina. Le restrizioni all'export di chip avanzati di Nvidia e ai servizi cloud per addestramento AI introdotti negli ultimi anni dell'amministrazione Biden non sono stati eliminati — anzi, in alcuni casi sono stati rafforzati. La logica della "decoupling tecnologico" rispetto a Pechino è uno dei pochi punti di consenso bipartisan a Washington.
Questo crea un dilemma per i laboratori AI americani. Da un lato, l'amministrazione vuole massimizzare la loro velocità di sviluppo (revoca delle restrizioni domestiche). Dall'altra, mantiene un perimetro internazionale stretto (export controls verso Cina). Risultato: i laboratori USA hanno meno vincoli a casa ma operano in un mercato globale frammentato, con la Cina costretta a sviluppare il proprio stack tecnologico autonomo (di cui DeepSeek è stato il segnale).
Le reazioni dell'industria
OpenAI ha accolto positivamente la revoca, con Sam Altman che ha commentato pubblicamente che meno burocrazia è un beneficio per l'innovazione americana. Anthropic, pur essendo associata a posizioni più precauzionali, ha mantenuto un tono pragmatico: l'azienda continua a partecipare ai voluntary commitment internazionali (Seoul AI Summit, Frontier AI Safety Commitments) anche in assenza di obblighi federali. Google e Meta hanno espresso soddisfazione discreta.
I ricercatori di safety e le ONG dedicate alla governance AI hanno reagito con preoccupazione. Helen Toner, ex board OpenAI ora a CSET, ha argomentato che la revoca elimina l'unica struttura federale che cominciava a creare visibilità governativa sui modelli frontier. Il Center for AI Safety ha denunciato un "ritorno all'autoregolazione", modello che non ha funzionato in altre industrie ad alto rischio (finanza, farmaceutica). Anche dentro il NIST sono emersi malumori per la marginalizzazione dell'AI Safety Institute.
L'EU mantiene l'AI Act, l'UK riposiziona
Una conseguenza importante della revoca americana è la divergenza con l'Unione Europea. L'AI Act, entrato in vigore nel 2024 e in applicazione progressiva fino al 2027, è la regolazione AI più articolata al mondo e va in direzione opposta a quella di Trump: classificazione del rischio, obblighi di valutazione, sanzioni significative. Le aziende USA che vogliono operare in Europa devono comunque conformarsi all'AI Act, indipendentemente da cosa fa Washington.
Il Regno Unito, ospite del Bletchley Summit, si trova in posizione delicata. Con Trump che dichiara di voler "rimuovere barriere", il governo Starmer ha smussato i toni sulla AI safety pur mantenendo l'AI Safety Institute britannico. È plausibile che il prossimo AI Action Summit (post-Parigi 2025) veda una struttura geopolitica diversa: USA disinteressati alla cooperazione su safety, UK ed Europa che provano a portare avanti il processo, paesi emergenti che chiedono più voce.
Fragilità della governance via EO
Una lezione strutturale di questo passaggio: la regolazione AI degli Stati Uniti tramite Executive Order è intrinsecamente fragile. Quello che un presidente firma può essere revocato dal successivo in 24 ore — esattamente quello che è successo. Senza una legge del Congresso, le aziende non possono pianificare nel lungo periodo perché le regole cambiano con le elezioni.
Questo è uno degli argomenti più ricorrenti dei policy researcher americani nel 2025: o il Congresso approva una legge AI federale (politicamente improbabile in un Congresso diviso), oppure gli USA continueranno ad oscillare tra approcci opposti ogni quattro anni. Per il momento, l'industria si trova senza un quadro normativo stabile — il che, in superficie, sembra avvantaggiarla, ma in pratica crea incertezza pianificatoria e lascia la governance dell'AI americana frammentata tra Stati (California, New York, Colorado hanno tutti leggi proprie) e direttive federali contraddittorie.
Link alla fonte originale
whitehouse.gov — Removing Barriers to American Leadership in AI →
Testo integrale dell'EO 14148 sul sito ufficiale della Casa Bianca. Firmato il 23 gennaio 2025. EN.