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Articolo · Politica & Governance

UN AI Resolution — La Prima Risoluzione ONU sull'Intelligenza Artificiale

Fonte originale: UN — AI and Global Good Governance — sintesi e rielaborazione in parole proprie.

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Cos'è: Il 21 marzo 2024 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato per consenso la prima risoluzione globale sull'intelligenza artificiale, intitolata "Seizing the opportunities of safe, secure and trustworthy artificial intelligence systems for sustainable development". Sponsorizzata dagli Stati Uniti e co-sponsorizzata da 120 paesi — Cina inclusa — la risoluzione non è vincolante ma ha un valore simbolico significativo: per la prima volta tutti i 193 stati membri dell'ONU hanno riconosciuto collettivamente l'AI come questione di governance globale.

Il primo passo: la risoluzione di marzo 2024

L'iniziativa è partita da Washington. Gli Stati Uniti, nei primi mesi del 2024, hanno proposto un testo che fosse abbastanza generale da raccogliere consenso anche tra paesi con visioni molto diverse sull'AI. La strategia ha funzionato: 120 paesi si sono iscritti come co-sponsor, e la risoluzione è passata senza voto contrario.

Il contenuto è deliberatamente ampio. La risoluzione promuove lo sviluppo di sistemi AI "sicuri, affidabili e degni di fiducia"; richiama il rispetto dei diritti umani e dello sviluppo sostenibile (gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, SDG, sono il riferimento ricorrente); chiede ai paesi membri di astenersi da usi dell'AI che violino il diritto internazionale; auspica cooperazione internazionale e capacity building per i paesi in via di sviluppo.

Non c'è nulla di obbligatorio, non ci sono sanzioni, non ci sono meccanismi di verifica. Ma il fatto stesso che il documento sia passato per consenso — incluse Russia, Cina, Iran, Cuba — è un risultato diplomatico raro nel 2024, un anno di guerre e tensioni geopolitiche acute.

La Cina firma — un segnale

L'adesione della Cina come co-sponsor è il dettaglio più commentato dagli analisti. Pechino non firma facilmente documenti promossi da Washington, soprattutto in tema di tecnologia. La cooperazione USA-Cina sulla governance AI era stata possibile a Bletchley nel novembre 2023, ma sembrava già indebolita nei mesi successivi.

Che la Cina abbia accettato di co-sponsorizzare un testo americano segnala due cose: primo, che il governo cinese vede vantaggio nel partecipare al processo ONU sull'AI (è una sede dove la Cina ha più voce rispetto ai summit ospitati da Stati Uniti o UK); secondo, che il linguaggio della risoluzione era sufficientemente generale da non bloccare lo sviluppo AI cinese. La risoluzione parla di "diritti umani" ma non in modo abbastanza specifico da implicare critica al modello di governance cinese.

La risoluzione cinese di luglio 2024

Quattro mesi dopo, il 1° luglio 2024, l'Assemblea Generale ha approvato una seconda risoluzione sull'AI — questa volta sponsorizzata dalla Cina. Il testo si concentra sul capacity building: cioè sul supporto ai paesi in via di sviluppo nell'accesso alle tecnologie AI, nella formazione di personale qualificato, nell'infrastruttura computazionale.

Anche questa risoluzione è passata per consenso, con co-sponsorship USA inclusa. La sequenza è significativa: USA sponsorizzano risoluzione che enfatizza safety e responsabilità (marzo), Cina sponsorizza risoluzione che enfatizza accesso ed equità (luglio). I due paesi si scambiano gestures di multilateralismo su un tema dove il bilateralismo è bloccato dalle tensioni commerciali.

Le due risoluzioni insieme delineano il framing ONU dell'AI nel 2024: safety + equity, prudenza + accesso. Non risolve nessuna delle tensioni geopolitiche reali — non parla di export controls, non parla di restrizioni a chip avanzati, non affronta la questione degli usi militari dell'AI — ma costruisce uno spazio diplomatico per discutere il problema.

L'UN AI Advisory Body

Parallelamente al lavoro dell'Assemblea Generale, il Segretario Generale dell'ONU António Guterres ha istituito nell'ottobre 2023 un High-Level Advisory Body on Artificial Intelligence — un gruppo di 39 esperti provenienti da 33 paesi con il mandato di formulare raccomandazioni per la governance globale dell'AI.

Il body è co-presieduto da due figure di rilievo: Carme Artigas, ex Secretaria de Estado per la digitalizzazione e l'intelligenza artificiale della Spagna, che durante la sua presidenza dell'UE nel 2023 ha guidato i negoziati finali sull'EU AI Act; e Jaan Tallinn, co-fondatore di Skype e di Future of Life Institute, finanziatore del Center for Human-Compatible AI e voce centrale del movimento di AI safety.

La composizione è equilibrata geograficamente — esperti da Cina, India, Brasile, Kenya, Nigeria, Egitto, oltre a USA e Europa — e settorialmente — accademici, industria, società civile, governi. È stata pensata esplicitamente per dare voce ai paesi emergenti che si sentono esclusi dai summit dominati dalle grandi potenze (Bletchley, Seoul).

"Governing AI for Humanity" — le sette raccomandazioni

Il 19 settembre 2024 l'Advisory Body ha pubblicato il proprio report finale, "Governing AI for Humanity", che contiene sette raccomandazioni concrete per la governance globale AI:

Uno, l'istituzione di un International Scientific Panel on AI — un panel scientifico modellato sull'IPCC per il clima, che fornirebbe valutazioni indipendenti basate su evidenza scientifica condivisa sui rischi e opportunità dell'AI. Sarebbe uno strumento per dare al dibattito politico una base scientifica meno frammentata di quella attuale.

Due, un Policy Dialogue on AI a livello intergovernativo, biennale, ospitato dall'ONU. Funzionerebbe come spazio di discussione policy continuo, non un evento singolo.

Tre, uno standards exchange per coordinare tra ISO, IEEE, ITU e altri enti di standardizzazione tecnica, evitando duplicazioni e frammentazioni.

Quattro, una capacity development network per supportare paesi emergenti.

Cinque, un Global AI Fund per finanziare l'accesso ai computational resource per ricercatori in paesi con risorse limitate.

Sei, un Global AI Data Framework, inclusa l'istituzione di un Training Data Observatory che monitori i dataset utilizzati per addestrare i modelli frontier.

Sette, un AI Office all'interno del sistema ONU, con mandato di coordinamento tra le agenzie esistenti (UNESCO, ITU, OHCHR, UNDP) che già lavorano in modi disconnessi sui temi AI.

Il modello IPCC: limiti e potenzialità

Il riferimento all'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) è esplicito nel report. L'IPCC, attivo dal 1988, ha costruito un consenso scientifico globale sul cambiamento climatico che ha reso impossibile per i governi negare il problema, anche quando hanno mancato di agire adeguatamente. I report IPCC sono diventati la base scientifica condivisa che informa il negoziato politico (UNFCCC, Accordi di Parigi).

Applicare quel modello all'AI ha attrattive: avere un riferimento scientifico condiviso a livello internazionale ridurrebbe la frammentazione attuale dei messaggi sui rischi AI, dove gli stessi fatti vengono interpretati in modi opposti a seconda della parte politica e degli interessi commerciali coinvolti.

Ma ci sono anche differenze fondamentali. Il cambiamento climatico è studiato da decenni con metodi consolidati; l'AI evolve in tempi misurati in mesi, rendendo difficile costruire un consenso scientifico stabile. La fisica del clima è la stessa per tutti; la "fisica" dell'AI è proprietaria, sviluppata da aziende private che non condividono dati. Inoltre, l'IPCC stesso è criticato per la sua lentezza e per la difficoltà a influenzare le decisioni politiche reali — sarebbe ironico replicare quello stesso modello sperando in risultati diversi.

L'AI Pact e il ruolo dell'ONU nel quadro globale

Nel settembre 2024, durante il Summit of the Future, le raccomandazioni dell'Advisory Body sono state integrate nel Global Digital Compact, parte del Pact for the Future approvato dall'Assemblea Generale. Il Compact include impegni su AI governance, digital rights e cooperazione internazionale, ma con la solita debolezza dei documenti ONU: non vincolanti, dipendenti dalla buona volontà degli stati firmatari.

Il valore reale del processo ONU sull'AI nel 2024 è di tipo strutturale: ha costruito un'infrastruttura diplomatica permanente sul tema, che esiste in parallelo ai summit (Bletchley, Seoul, Parigi) e all'AI Act europeo, e che può sopravvivere ai cambi di amministrazione (come quello di Trump nel gennaio 2025) perché non dipende da un singolo governo.

Le decisioni vincolanti sull'AI continueranno a essere prese a livello di stati e regioni — UE, USA, Cina, Brasile, India ciascuno con le proprie leggi — ma l'ONU offre lo spazio di coordinamento sopra di esse, e in particolare la voce per i paesi che non hanno la massa critica per influenzare l'industria. Per il Kenya, Bangladesh, Rwanda, l'ONU resta una delle poche sedi dove possono partecipare al dibattito globale alla pari. Questo, nel medio termine, potrebbe essere il contributo più duraturo del processo iniziato nel 2024.


Link alla fonte originale

un.org — AI and Global Good Governance →

Pagina UN DESA con risoluzioni, report dell'Advisory Body e materiale del Global Digital Compact. Per il report completo "Governing AI for Humanity" cercare un.org/ai. EN.