Quante volte un'API AI ha restituito un JSON quasi corretto, ma con un campo mancante o un tipo sbagliato? Era un problema classico per chi costruisce applicazioni: bisognava aggiungere codice di difesa per sistemare gli errori. OpenAI ha risolto il problema portando il controllo dello schema dentro l'API stessa. Si definisce esattamente la struttura che si vuole — quali campi, quali tipi, quali sono obbligatori — e il modello è vincolato a produrre un output che la rispetti, senza eccezioni. Si chiama strict mode. Supporta anche schemi ricorsivi, utili per strutture nidificate come alberi. Circa il 40% degli utenti API ha adottato la funzione entro un mese dal lancio. Il vantaggio pratico è enorme: meno bug in produzione, codice più semplice, pipeline più affidabili. Niente più "parseo la risposta dell'AI e spero che vada bene".
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